Accoglienza Profughi: l'immobile di piazza Unità d'Italia non è idoneo - Comune di Pero

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Accoglienza Profughi: l'immobile di piazza Unità d'Italia non è idoneo

ACCOGLIENZA PROFUGHI A PERO

L’IMMOBILE DI PIAZZA UNITA’ D’ITALIA NON E’ IDONEO

Gli organi della procedura di concordato preventivo della Mazzino Due S.r.l. in liquidazione, hanno parlato chiaro: “nessuno è legittimato all’utilizzo dei beni immobili di proprietà di Mazzino Due S.r.l. in comune di Pero”.

E’ quanto sostengono il Commissario e il Liquidatore Giudiziale della procedura aperta presso il Tribunale di Busto Arsizio in una nota inviata al comune di Pero e, per questo tramite, alla Prefettura di Milano.

Gli organi della Procedura disconoscono inoltre la lettera di intenti prodotta dalle società risultate aggiudicatarie, in via provvisoria, della selezione indetta dalla Prefettura, lettera che è stata sottoscritta dal legale rappresentate della Mazzino Due S.r.l. che non aveva (come non ha) “legittimazione alcuna ad impegnare la Società ne tanto meno a disporre dei beni, stante la procedura di concordato preventivo già omologata dal Tribunale. Detta circostanza, di pubblico dominio, sarebbe stata facilmente accertabile da parte delle Società cooperative aggiudicatarie”.

Il comune ha poi informato la Prefettura dei riscontri documentali, confermati da Commissario e Liquidatore Giudiziale, da cui emerge che l’immobile di Piazza Unità d’Italia è carente del Certificato di Prevenzione Incendi (C.P.I.) e del Certificato di agibilità/abitabilità.

Non solo, l’Amministratore del condominio, su sollecitazione del comune, ha rappresentato ulteriori elementi sullo stato degli impianti di riscaldamento e idrico. In particolare, “causa distacco del gas per insolvenza, la centrale termica condominiale non eroga da tempo il riscaldamento e acqua calda centralizzata”, inoltre “l’autoclave condominiale necessaria a fornire la corretta pressione d’acqua alle unità immobiliari non funziona …”

Alle nostre considerazioni di inopportunità della scelta di collocare 500 persone in un comune di soli 11.000 abitanti – commenta il Sindaco Maria Rosa Belotti – a rendere ancora più inopportuna la scelta, siaggiungono le pessime condizioni dell’immobile che nemmeno poteva essere proposto”.

Ribadiamo che poche unità in ogni Comune, così come suggerito da ANCI, è il modo migliore di esprimere solidarietà a persone che fuggono dalla guerra. In questo modo si facilità l’accoglienza e l’interazione con il consenso di tutta la comunità.