Perchè è nata la Consulta - Comune di Pero

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Perchè è nata la Consulta

Questa Consulta nasce perchè fortemente voluta dall’amministrazione comunale, dalle associazioni locali e da un gruppo di noi residenti  con l’obbiettivo di costruire  un percorso di integrazione e di rappresentanza  per vivere meglio insieme a Pero, Cerchiate e Cerchiarello.

C’è  bisogno di far conoscere tutte le ricchezze umane, culturali, storiche di chi è immigrato dai nostri paesi e metterle insieme a chi è nato e vissuto in questo posto perchè solo attraverso questo scambio impariamo a conoscerci, a conoscere le rispettive abitudini e rispettarle e conciliare le une con le altre.

La Consulta  risponde a questi obbiettivi ed inoltre da’ la possibilità a noi stranieri - qui residenti - di partecipare più intensamente alla vita di questa  comunità, che consideriamo anche nostra.

Inoltre, pensiamo che   questo percorso  non serva solo agli stranieri, ma serva a tutti gli abitanti di questo paese per costruire insieme prospettive comuni.

Dunque, compito della consulta è quello  di collegare  i singoli cittadini stranieri con l’Amministrazione Comunale, per far conoscere meglio esigenze e proposte, favorendo il dialogo e l’integrazione tra persone provenienti da tradizioni e culture diverse, facendo conoscere - agli stessi - i loro diritti: parliamo del diritto all’istruzione, alla salute, all’inserimento nel mondo del lavoro ed all’utilizzo dei servizi sociali.

Nel suo primo anno di attività (novembre 2006 – novembre 2007) la Consulta Comunale di Pero ha lavorato intorno ad un progetto con la   finalità di promuovere l’aggregazione dei cittadini stranieri presenti sul nostro territorio e che ha previsto:

  • una lettera di presentazione della costituzione della Consultainviata a tutti i cittadini stranieri residenti a Pero ritenendo necessaria la giusta informazione allo scopo – appunto – di promuovere aggregazione e confronto. La lettera è stata tradotta  in spagnolo, rumeno, russo, arabo;
  • una fase di ascolto delle istanze dei cittadini che si è concretizzato nell’impegno di una presenza dei componenti la consulta ogni 15 giorni presso il Punto Pero proprio per rispondere  all’esigenza di essere collegamento tra singoli cittadini stranieri e l’amministrazione comunale;
  • l’utilizzo di Punto Pero - come riferimento - per raccogliere e distribuire informazioni relative alla tutela dei diritti, dell’istruzione, della salute, dell’inserimento al lavoro e della fruizione dei servizi sociali;
  • una  collaborazione con la Caritase l’organizzazione – sempre con la stessa  Caritas - della festa delle genti.
  • collaborazione con Amelinc ed il Gruppo Donne e le Scuole di Peroin riferimento ad un progetto finanziato con i fondi della Legge 40/98.durante tutto l’anno scolastico – dapprima nella sede di Via Turati ed in seguito presso i locali della Scuola Primaria di Piazza Marconi – si è lavorato insieme alle responsabili ed alle operatrici di Amelinc per :
    - promuovere l’integrazione socio culturale delle donne straniere sul nostro territorio
    - accogliere le donne con i propri vissuti emotivi e culturali
    - prevenire fenomeni di marginalizzazione e di discriminazione sociale
    - sostenere l’inserimento scolastico dei bambini
    - offrire opportunità di conoscenza e di confronto su tematiche pratiche di carattere socio sanitario, relazionale, di organizzazione della vita civile in Italia.

Bene, ed ora il nostro programma per il futuro anno.

  • Avvertiamo il bisogno di continuare a  far conoscere agli stranieri di Pero i servizi erogati dal Comune quindi intendiamo divulgare la “Carta dei Servizi” con metodologie da individuare;
  • Avvertiamo l’esigenza di lavorare per produrre statistiche che si riferiscono agli insediamenti degli stranieri nel nostro comune in riferimento ad esempio  alla mobilità, alle nazionalità, alla scolarità  per avere una fotografia del mondo straniero a Pero;
  • Assicuriamo la costante presenza del nuovo coordinatore ai Consigli Comunali, con pari dignità all’interno dell’emiciclo e con diritto di parola :  a tal proposito chiediamo la modifica del Regolamento Comunale che aggiunga tali normative;
  • Stiamo utilizzando una volta al mese la sala all’interno del Municipio che ci è stata messa a  disposizione dall’Amministrazione Comunale. Riteniamo necessario un luogo di incontro dove si possano organizzare percorsi di studio e interventi ad iniziative che  si richiamano al nostro ruolo di Consulta Comunale ed a tale scopo riteniamo altresì necessario la previsione di un contributo economico al servizio di cio’ che intendiamo costruire nel nostro paese;
  • Abbiamo chiesto ed ottenuto che il sito web del Comune ci mettesse a disposizione uno spazio  e ci stiamo attrezzando per inserirvi le nostre iniziative ed anche le nostre riflessioni;
  • In riferimento agli ultimi fatti successi in Italia abbiamo deciso di produrre  un manifesto contro l’intolleranza. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione. Non esistono razze, e soprattutto  razze colpevoli o innocenti. Nessun popolo è illegale.
  • Abbiamo distribuito il manifesto negli edifici comunali, nelle parrocchie, nei negozi, ovunque sul territorio con l’obbiettivo che tutta la collettività colga questo messaggio di  integrazione.

Inoltre vorremmo concentrare la nostra attenzione su alcune questioni, in particolare:

  • far diventare la Consulta punto di riferimento e contatto per gli stranieriper raccogliere  suggerimenti e proposte per aiutare le situazioni di emarginazione arrivando  alla definizione di soluzioni costruttive per l’intero paese;
  • mantenere e costruire rapporti con le associazioni che si occupano di straniericome il Naga, Migramondo, Caritas ed  il Gruppo Noi Donne;
  • collaborare con la Caritas in senso generale e anche per l’organizzazione della Festa delle Genti che è vissuta dagli stranieri del nostro paese come un’ occasione  importante che crea senso di integrazione e di appartenenza;
  • intendiamo essere presenti a tutte le iniziative  culturali, sociali e civili che verranno organizzate sul nostro territorio. La nostra presenza vuole essere un segno di integrazione.

Noi ci siamo impegnati e ci impegneremo forse a fare anche delle piccole cose, ma crediamo che questo sia sicuramente un bene per la vita del nostro paese.